DISTANZE, il videoclip ufficiale

luglio 14, 2010 by Luca Francioso

Immagine anteprima YouTube

L’importanza di diffondere materiale video musicale, in questi tempi in cui la rete fornisce una grande opportunità divulgativa con siti come YouTube, sta crescendo in modo esponenziale. Infatti, alla curiosità di conoscere l’attività artistica di un musicista, corrisponde sempre più spesso la calzante ricerca di video che diano l’opportunità non solo di ascoltare, ma anche di vedere l’artista all’opera, gratificando in questo modo e con più efficacia il desiderio di condivisione e di conoscenza. Questa soluzione, in effetti, è sempre stata presa in considerazione dagli artisti e dall’industria discografica, fin dai primi videoclip televisivi, ma la possibilità di scegliere tempi e modi di visualizzazione e di visionare non solo i videoclip ufficiali, ma soprattutto varie esperienze live dell’artista (a volte addirittura esecuzioni riprese sul divano di casa), rende l’esperienza dei video online un’occasione di gran lunga più interessante e coinvolgente.
Queste riflessioni mi hanno spinto di recente a incrementare la produzione di video della mia proposta divulgativa, così da allargare il più possibile quella finestra che separa l’artista dal mondo. A brani video ripresi nel mio studio ho alternato video che spaziano da registrazioni live a videolezioni prodotte da Fingerpicking.net, da promo divulgativi a veri e propri videoclip (tutti reperibili nel mio canale YouTube), riscontrando un interessante aumento di feedback.
Associando spesso la mia musica a immagini o a storie scritte o disegnate, è l’idea del videoclip, però, ad essere l’esperienza che più gratifica la mia sensibilità, per la possibilità che fornisce di raccontare delle vere e proprie storie e di intrecciarle con forza alle note. Ecco che, all’interno del mio progetto 12 BIRRE – Un thriller tra i post, ho scelto di girare il videoclip del mio brano DISTANZE, colonna sonora del libro.
Per interpretare Ettore Silenzio (protagonista del libro) nella scena in cui scrive la lettera da cui tutta la vicenda ha inizio, ho coinvolto l’attore padovano Filippo Tognazzo, artista dotato di grande esperienza e sensibilità che ha contribuito non poco alla stesura della sceneggiatura, mentre dietro l’occhio della videocamera c’è il giovane Alberto Micaglio, aspirante cantautore di Padova e videomaker semiprofessionista. Le riprese sono state effettuate in Villa Todeschini di Noventa Padovana (PD), una villa veneta del 1700 ricca di fascino e storia.
Di certo non avrei mai creduto, non essendo il mio mestiere, che dietro a neanche tre minuti di video ci potessero essere ore e ore di lavoro: più di un’ora di girato, diversi incontri con l’attore e il regista per la pre-produzione, dieci ore di produzione e altrettante di post-produzione. Un’esperienza davvero importante per me, sia da un punto di vista artistico, ma anche da un punto di vista umano. Ed è davvero con grande orgoglio che condivido su questo blog il frutto di tanto lavoro, proprio sul sito che ha creduto con forza a tutto il progetto 12 BIRRE. Buona visione.

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I tre occhi, il piccolo fucile e i cerchi sull’acqua

febbraio 12, 2010 by Luca Francioso

I cerchi sull

Sono appena tornato da Bologna, dopo un’intera giornata di musica e video nello studio di Reno, e già avverto l’urgenza di fermare su carta (su schermo, in effetti) le forti sensazioni vissute, prima che la notte ne sbiadisca il ricordo.
Quando nella tarda mattinata di oggi ho varcato la soglia di casa Brandoni, dopo l’ora di macchina sulla A13, ho ironicamente gridato al miracolo, considerati i due bidoni rifilati nel giro di un mese alla produzione. La febbre che ha mietuto vittime in casa mia, infatti, mi ha impedito di onorare gli appuntamenti presi in gennaio, con grande rammarico. Per il pacco e per la febbre. Ad ogni modo, ce l’ho fatta. Armato di Lanaro guitar e di una sana euforia, sono stato subito accolto dal solito calore mediterraneo di Reno e famiglia e mi sono sentito atteso, come un ospite gradito. Piacevolissima sensazione.
La prima ora è trascorsa leggera, tra vicendevoli racconti e preparativi tecnici, nello studio mansardato pieno zeppe di chitarre, dischi e computers. Si è condiviso i progetti attuali e futuri, storie di musica e famiglia, attese (tra otto mesi sarò di nuovo papà!) e timori, con quella serena e paciosa complicità che si crea tra due amici che non si vedono da tempo.
Alla fine è stata l’ora di sfoderare lo strumento e sedersi in postazione. Ammetto di essermi un po’ agitato di fronte ai tre occhi impassibili delle tre videocamere e al microfono che puntava come un piccolo fucile il suono della mia chitarra, come un condannato pronto all’esecuzione. È sempre così, quando devo registrare: perdo serenità e mi sento stretto dalla necessità di perfezione, inevitabilmente. Mi sento molto di più a mio agio di fronte alla gente, su un palco colorato di luci, imperfetto a volte, ma emotivamente più intenso. Su un palco si avvera e si compie il reale significato che io attribuisco all’arte: la condivisione. In uno studio, per quanto suggestivo possa essere, non condivido ma mi divido, fra me e me.
C’è una cosa, però, che mi spinge sempre al di là ogni difficoltà emotiva, in situazioni del genere (oltre all’odierno sostegno di Reno, gradito ed efficace, carico di slancio e passione), una cosa molto semplice, ma importante: i cerchi sull’acqua. Si butta un sasso e, nel breve tragitto tra la superficie dell’acqua e il fondale, il passaggio di quel sasso vive e rivive moltissime volte nell’eco dei cerchi, che diventano sempre più grandi e raggiungono crespature e riflessi sempre più lontani. La considero una magia grande, quella che il nostro tempo regala (anche se purtroppo non a tutti), l’opportunità cioè di diffondere quanto più possibile le emozioni, di luogo in luogo, semplicemente premendo il triangolino capovolto del play. Sarebbe impensabile, infatti, suonare e fare concerti in tutto il mondo, in tutte le piazze, in tutte le vie, in tutte le case, in tutti i salotti, in tutte le orecchie. Non credo basterebbe una vita. Ma un video, o un disco, arriva dove il musicista si ferma e questo lo trasforma in un preziosissimo cerchio sull’acqua che viaggia e fa vivere e rivivere una melodia.
Così, forte di questa convinzione, ho cominciato a registrare IN VIAGGIO, provando a dare il meglio di me. Così come con gli altri pezzi, AUTORITRATTO e LA TUTT’ALTRA LONTANANZA, registrati in rapida successione dopo la pausa pranzo. Devo dire che una nota di merito va agli spaghetti con le melanzane che mi sono ritrovato in tavola, una delizia siciliana che ha messo a tacere ogni cosa, musica compresa. Grazie a Flavia e a nonna Cettina.
Le prime difficoltà sono arrivate più tardi, con il brano AVER PAURA DI INNAMORARSI TROPPO, la cover di Lucio Battisti che appare nel CD 34 VOLTE AMORE di FINGERPICKING.NET, e le due videolezioni di IN VIAGGIO e LA TUTT’ALTRA LONTANANZA (in vendita nello store del sito). Qualche errore di troppo mi ha innervosito e ho dovuto ripetere più volte alcuni passaggi per ottimizzarne esecuzione e interpretazione.
Alla fine è andata. Stanchi e accaldati dal riscaldamento settato a mille (chiedere a Reno per i dettagli!), abbiamo rivisto il materiale e, sebbene le mie esecuzioni non siano tecnicamente perfette, i brani sono caldi e vivi come speravo. Inoltre, devo ammetterlo, mi ha davvero stupito la qualità audio e video dei filmati: in un mondo come quello della rete, troppo spesso pago di suoni distorti e di video amatoriali girati con i telefonini, chi punta su qualità e bellezza non fa che lanciare un sasso nell’acqua, attendendo paziente che i cerchi si espandino sempre più lontano.
Ora, davanti allo schermo del mio computer, nel silenzio assonnato di casa mia, proprio mentre Reno sta uploadando i video in rete, assaporo il retrogusto di questa esperienza arricchente nelle parole e nei ricordi di questo veloce resoconto, pronto a chiudere gli occhi e a perdermi nel sonno. Pronto ad un nuovo viaggio.

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  Luca Francioso

«Conosco bene i miei limiti, ma non ne pongo mai ai miei sogni». (L.F.)

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